La risposta in breve
Un progetto di intelligenza artificiale per una PMI ha tre voci di costo: il progetto iniziale (analisi, sviluppo, integrazioni, formazione), il consumo dei modelli, che si paga a utilizzo, e la manutenzione. Il costo lo fanno le integrazioni con gestionali e dati e la qualità dei dati di partenza, non il modello. Una cifra sensata esiste solo dopo aver guardato il processo: per questo non pubblichiamo prezzi.
- Tre voci: progetto iniziale, consumo dei modelli, manutenzione ed evoluzione.
- Il costo lo fanno le integrazioni con gestionali e dati, non il modello.
- Il consumo dei modelli si paga a utilizzo: per i compiti d'ufficio è di norma la voce più piccola.
- I costi che non si vedono: il tempo delle persone interne, la formazione, la sistemazione dei dati.
- Si valuta sul tempo restituito alle persone, misurato prima e dopo; il pilota serve a sostituire la stima con una misura.
- Niente prezzi in questa guida: un preventivo serio nasce dal processo, con un perimetro scritto.
Nota. Questa guida non riporta prezzi né confronti in cifre: ogni progetto si stima sul processo vero, con un perimetro scritto. Serve a leggere un preventivo, non a farne uno.
Perché è difficile avere una risposta
Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, circa un’azienda su tre fa fatica a stimare in anticipo il rapporto tra costi e benefici di un progetto AI. E il 76% delle PMI italiane, dice l’Osservatorio sull’innovazione digitale nelle PMI, non ha investito né prevede di investire in intelligenza artificiale (IA). Le due cose sono collegate: senza un’idea del costo non si parte.
I numeri dell’ISTAT raccontano lo stesso scarto: nel 2025 usa l’AI il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti, il doppio dell’anno prima, ma si passa dal 15,7% delle PMI al 53,1% delle grandi.
Questa guida non dà una cifra, e non per prudenza commerciale: due progetti che sembrano uguali possono costare cifre molto diverse, e il motivo sta quasi sempre nei sistemi da collegare e nei dati di partenza. Mette in fila le voci di costo, che cosa le muove e come leggere un preventivo. La cifra arriva dopo, sul processo vero.
Le tre voci di costo
- Il progetto iniziale: analisi, sviluppo, integrazione con i sistemi, prove, formazione di chi lo userà. Si paga una volta.
- Il consumo dei modelli: ogni richiesta a un modello linguistico si paga in base al testo letto e scritto. Si paga a utilizzo.
- Manutenzione ed evoluzione: i processi cambiano, i sistemi si aggiornano, i modelli vengono sostituiti da versioni nuove. Si paga nel tempo.
Le tre voci hanno pesi diversi. Per un processo d’ufficio di una PMI, di norma, il progetto iniziale è la voce più grande, il consumo dei modelli la più piccola, e la manutenzione quella che si dimentica di chiedere.
Che cosa fa salire e scendere il costo del progetto
- Le integrazioni. È la voce che pesa di più. Leggere e scrivere nel gestionale, nel CRM, nella posta, nel documentale: più il sistema è chiuso, più costa. Un servizio in cloud con API documentate si collega in fretta; un gestionale che non espone nulla richiede lavoro su misura; un sistema installato in azienda anni fa, senza documentazione, è la voce più variabile di tutte.
- I dati di partenza. Dati ordinati e accessibili abbassano il costo; dati sparsi, duplicati o solo su carta lo alzano. Ne parliamo in dati e integrazioni.
- Quante cose si fanno insieme. Un processo alla volta costa meno, e il secondo progetto riusa ciò che ha costruito il primo: collegamenti, permessi, registro.
- Il controllo richiesto. Permessi per ruolo, conferme prima di scrivere, registro delle azioni: servono, e sono lavoro.
- La complessità del compito. Un assistente che risponde sui documenti è più semplice di un agente che fa più passaggi dentro il gestionale; un flusso lineare è più semplice di un sistema con più agenti.
- Chi è coinvolto in azienda. Una persona di riferimento disponibile accorcia i tempi più di qualunque tecnologia.
Come si paga il consumo dei modelli
I modelli linguistici si pagano a token, cioè a frammenti di testo: una pagina di testo vale all’incirca mille token. Si paga sia il testo che il modello legge sia quello che scrive, e i fornitori pubblicano i listini per milione di token, diversi per taglia di modello: i modelli piccoli costano una frazione di quelli grandi.
Da che cosa dipende il conto, in ordine di peso:
- quante richieste al mese fa l’azienda;
- quanto testo porta ogni richiesta: un assistente sui documenti manda al modello la domanda, le istruzioni e i passaggi recuperati dai documenti; un agente che lavora nel gestionale fa più passaggi per ogni compito, e ogni passaggio si paga;
- quale modello: usare il modello più piccolo che fa bene il lavoro è la leva più semplice;
- quanto si riusa: le parti ripetute delle richieste, come le istruzioni, costano meno se il fornitore le tiene in memoria, e i lavori non urgenti si possono rimandare alle fasce a prezzo ridotto.
In sintesi: per i compiti d’ufficio di una PMI il consumo dei modelli è di norma la voce più piccola. Va comunque stimato prima, con le ipotesi di volume scritte nel preventivo, e verificato nel pilota: è lì che la stima diventa una misura.
L’alternativa è far girare un modello su una macchina dell’azienda, senza pagare a consumo: si paga la macchina, l’energia e chi la mantiene, e il costo non dipende dall’uso. La scelta si fa sulla riservatezza e sul volume di lavoro: ne parliamo nella guida AI in cloud o in locale.
Che cosa comprende la manutenzione
Un sistema AI non è un acquisto che si dimentica. Cambiano i processi, si aggiornano i gestionali, i modelli vengono sostituiti da versioni nuove, e ogni sostituzione va provata sul lavoro vero.
La domanda giusta da fare prima di firmare è: che cosa comprende il canone? Correzioni, aggiornamento dei modelli, piccole evoluzioni, assistenza agli utenti, controllo dei costi di consumo. E che cosa non comprende: le funzioni nuove sono un’evoluzione, con un perimetro e un prezzo propri.
I costi che non si vedono
- Il tempo delle persone interne: qualche ora alla settimana di chi conosce il processo, per tutta la durata del progetto. È il costo più spesso dimenticato.
- La formazione: chi usa lo strumento deve sapere cosa aspettarsi e come controllare i risultati. È anche ciò che chiede l’AI Act.
- La sistemazione dei dati: spesso il primo beneficio, ma va messa in conto.
- Il cambiamento: un processo che cambia richiede che qualcuno lo accompagni.
Come capire se conviene
Il conto è semplice, e va fatto prima e dopo.
- Quante volte al mese si svolge il processo, e quanti minuti richiede oggi?
- Quanto vale un’ora delle persone che lo svolgono?
- Quanto di quel tempo può essere restituito, realisticamente?
- Quanto costa il sistema all’anno, tra progetto ripartito, consumo e manutenzione?
Un esempio in ore: un controllo che oggi richiede 12 minuti, fatto 600 volte al mese, sono 120 ore. Se il sistema ne restituisce i due terzi sono 80 ore al mese, quasi mille l’anno: moltiplicate per il costo orario delle persone danno la cifra da confrontare con il costo annuo del sistema.
Il pilota serve esattamente a questo: sostituire la stima del punto 3 con una misura.
Come chiedere un preventivo confrontabile
- Un perimetro scritto: cosa fa il sistema e cosa non fa.
- Un prezzo definito per quel perimetro, non una tariffa oraria aperta.
- Le integrazioni elencate una per una.
- La stima del consumo mensile dei modelli, con le ipotesi di volume.
- Che cosa comprende la manutenzione e quanto costa.
- Di chi sono codice, dati e configurazioni alla fine.
- Come si misura il risultato.
Due preventivi con lo stesso perimetro scritto si confrontano; due cifre senza perimetro no.
Come lavoriamo noi, e gli incentivi
In FT Support non pubblichiamo prezzi né confronti in cifre: ogni progetto si stima sul processo, dopo il primo confronto e la mappa dei processi, cioè i due passi della nostra consulenza AI per aziende. Ogni passo ha perimetro e prezzo definiti prima di iniziare, e nessun preventivo è a ore: lo spieghiamo nel metodo. Il primo confronto è senza impegno e serve proprio a capire se esiste un processo su cui il conto torna.
Una parte della spesa può essere coperta da agevolazioni: le abbiamo raccolte nella guida Incentivi 2026 per software e AI in azienda.
Fonti
- Osservatorio Artificial Intelligence, Politecnico di Milano, comunicato di febbraio 2026 (mercato e diffusione dei progetti)
- Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI, Politecnico di Milano, comunicato del 21 maggio 2026
- ISTAT, Imprese e ICT, anno 2025 (report del 15 dicembre 2025)
Verificate il 12 ottobre 2026. Norme e scadenze cambiano: prima di decidere controlla sempre la fonte ufficiale.