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Caso reale

Raccolta requisiti e collaudo con un assistente AI

Un assistente AI che conosce tutto il progetto intervista il cliente: raccoglie i requisiti, spiega la versione in collaudo, registra le osservazioni.

In produzione Software su misura: dalla raccolta dei requisiti al collaudo delle versioni Aggiornato il

  • 16file di conoscenza nel progetto, oltre al prompt di sistema, archiviati man mano che si chiudono
  • 180domande in sedici blocchi nell'intervista più lunga, sul tema più complesso del progetto
  • 5categorie per ogni osservazione: bug, comportamento inatteso, richiesta di modifica, domanda, riscontro positivo
  • 1domanda principale per messaggio, con le risposte riformulate e confermate con le parole del cliente
  • 0promesse: correzioni, tempi, costi e decisioni restano alle persone

In sintesi

Per un applicativo su misura, nato per sostituire un foglio di calcolo usato dal cliente da oltre dieci anni, abbiamo costruito un assistente AI che ha letto tutto il progetto, dalla lettera iniziale ai quesiti aperti. Con un link personale il cliente dialoga quando vuole: l'assistente raccoglie i requisiti, spiega la versione in collaudo, registra e classifica le osservazioni, pone i quesiti mirati. Tutto resta salvato e lo legge chi sviluppa.

Il punto di partenza

Un cliente privato ci ha chiesto un applicativo su misura per sostituire un foglio di calcolo che usava da oltre dieci anni, con formule stratificate e regole che vivevano nella sua testa. Raccogliere i requisiti con riunioni e mail avrebbe richiesto settimane, e qualcosa si sarebbe perso tra una telefonata e l’altra. Il collaudo di ogni versione, poi, avrebbe prodotto osservazioni sparse, difficili da ordinare e da ritrovare.

Cosa abbiamo costruito

Un’applicazione web con un link personale di sessione. Dietro, un assistente di intelligenza artificiale il cui prompt di sistema viene costruito dai materiali del progetto: la lettera iniziale, le risposte al questionario, la specifica, la descrizione della versione in collaudo, i modelli di calcolo, i quesiti aperti. Le risposte arrivano in streaming, la conversazione resta salvata e si riprende dallo stesso link, quando il cliente vuole. Per chi sviluppa c’è un’area riservata con l’elenco delle conversazioni e il dettaglio di ogni turno, token compresi.

Le tre fasi

  1. Raccolta dei requisiti. Nelle prime sessioni l’assistente ha intervistato il cliente, una domanda alla volta, sul punto che la specifica preliminare lasciava aperto, il più delicato del suo modo di lavorare; da quelle conversazioni è nato il capitolo che mancava, entrato nella specifica definitiva, poi firmata.
  2. Collaudo delle versioni. A ogni rilascio l’assistente spiega che cosa fa la versione attuale, usando solo il materiale che la descrive, e registra le osservazioni classificandole: bug, comportamento inatteso, richiesta di modifica, domanda, riscontro positivo. Per ciascuna chiede i dettagli che mancano e riformula per conferma.
  3. Quesiti mirati. Quando serve una decisione del cliente su un parametro, un caso particolare o un’estensione, l’assistente conduce un’intervista strutturata: la più lunga, sul tema più complesso del progetto, aveva centottanta domande in sedici blocchi, con priorità, salti condizionati ed esempi concreti costruiti apposta.

Come teniamo l’assistente sotto controllo

  1. Solo capire. Mai contratto, tempi o costi: le valutazioni spettano alle persone, e l’assistente lo dice.
  2. Non inventare. Descrive solo ciò che sta nei materiali; se non sa, lo dichiara e lo segnala a chi sviluppa.
  3. Una domanda per messaggio, messaggi brevi, esempi da usare alla lettera, vietato dedurre: le risposte si confermano con le parole del cliente. Sono regole nate dagli errori delle sessioni precedenti, quando l’assistente tendeva a riscrivere esempi e risposte con parole sue e a dedurre ciò che il cliente non aveva detto.
  4. Tutto letto da una persona. Le conversazioni le legge chi sviluppa; il materiale chiuso viene archiviato e la base di conoscenza aggiornata prima della sessione successiva.
  5. Costi visibili. Il conteggio dei token di ogni turno sta nell’area riservata; il contesto, uguale a ogni turno, resta in cache fra un messaggio e l’altro e non si ripaga per intero.
  6. Una nota dell’operatore, invisibile al cliente. Dall’area riservata chi sviluppa può lasciare all’assistente un’indicazione per il turno successivo, senza che il cliente la veda: è il modo di correggere la rotta a metà sessione.

Limiti dichiarati

  • la chat mostra testo semplice, senza formattazione;
  • senza il passo di archiviazione fatto da una persona, l’assistente ripropone domande già chiuse;
  • il cliente, i suoi dati e il suo settore non compaiono in questa pagina: è un progetto riservato, e qui raccontiamo il metodo.

Cosa significa per la tua azienda

Il valore è il metodo: un assistente che ha letto tutto il materiale di un progetto e intervista le persone con regole precise, al loro ritmo, salvando ogni risposta. Vale per i requisiti di un software, per il collaudo con gli utenti, per un questionario ai clienti, per l’inserimento di un nuovo collega. Ne parliamo nel servizio assistenti sul know-how aziendale e nella guida sull’assistente AI per i documenti aziendali. Se hai un progetto in cui le informazioni stanno nella testa di qualcuno, parliamone.

Domande frequenti

Assistente di requisiti e collaudo: domande e risposte

Come fa l'assistente a conoscere il progetto?

Ha davanti, a ogni messaggio, i materiali del progetto: la lettera iniziale del cliente, le risposte al questionario, la specifica firmata, la descrizione della versione in collaudo, i modelli di calcolo, i quesiti aperti. Sono file di testo numerati, tenuti da chi sviluppa; quelli chiusi vengono archiviati, così l'assistente non ripropone domande già risposte.

Che cosa può e che cosa non può dire al cliente?

Può spiegare come funziona la versione attuale, chiedere, riformulare e registrare. Non può inventare comportamenti del software, promettere correzioni, tempi, costi o decisioni, né dedurre una risposta al posto del cliente: le regole stanno scritte nel suo prompt di sistema e sono state affinate sessione dopo sessione.

Dove finiscono le risposte del cliente?

In un database, conversazione per conversazione, con il conteggio dei token di ogni turno. Chi sviluppa le legge da un'area riservata, aggiorna la specifica o la versione, archivia il materiale chiuso e aggiorna la base di conoscenza prima della sessione successiva: senza questo passo l'assistente ripeterebbe le domande.

Serve solo per il software su misura?

No. Lo stesso schema, un assistente che ha letto tutto il materiale e intervista una persona con regole precise, vale per raccogliere i requisiti da un reparto, per far collaudare un gestionale agli utenti, per un questionario ai clienti o per l'inserimento di un nuovo collega. Cambiano i materiali e le regole di conduzione, non lo strumento.

Gli altri casi

Hai un processo che vorresti far lavorare meglio?

Raccontacelo in una prima chiacchierata senza impegno: capiamo insieme se e dove l'AI porta un vantaggio misurabile, e da quale passo conviene partire.