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ChatGPT, Copilot e Claude: usare l'AI in azienda

Posso far usare ChatGPT, Copilot o Claude ai collaboratori? Versione aziendale, impostazioni, dati da non incollare, informativa e obblighi dell'AI Act.

A cura di FT Support Aggiornata il 18 minuti di lettura

La risposta in breve

Sì, ChatGPT, Microsoft Copilot, Claude e Gemini si possono far usare ai collaboratori, a tre condizioni: account aziendali e non personali, perché nei piani per le organizzazioni i contenuti non addestrano i modelli per impostazione predefinita e c'è un contratto sul trattamento dei dati; regole d'uso scritte, con l'elenco di ciò che non si incolla mai; una formazione breve, che l'AI Act chiede a chi usa questi sistemi.

  • Account aziendali, non personali: nei piani per le organizzazioni i contenuti non addestrano i modelli per impostazione predefinita.
  • Nelle versioni personali l'addestramento si spegne a mano: ChatGPT, Copilot, Claude e Gemini hanno ciascuno la propria impostazione.
  • Listini, preventivi, disegni, contratti e dati dei dipendenti non si incollano in uno strumento senza garanzie contrattuali.
  • Chi mette questi strumenti a disposizione è deployer: misure per l'alfabetizzazione (articolo 4) e trasparenza (articolo 50).
  • Un divieto non ferma l'uso: lo sposta sugli account personali, dove l'azienda non vede nulla.
  • Microsoft Copilot lavora dentro il tenant e mostra solo ciò che l'utente può già leggere: il rischio è la condivisione interna troppo larga.

Nota. Contenuto informativo aggiornato al 12 ottobre 2026. Le condizioni dei fornitori cambiano spesso: prima di decidere rileggi le pagine ufficiali citate in fondo e, per privacy e rapporti di lavoro, rivolgiti ai tuoi consulenti.

Posso far usare ChatGPT ai miei collaboratori?

Sì, e in molte aziende succede già, con o senza permesso. Nel 2025 l’84% delle grandi aziende italiane ha acquistato licenze di almeno uno strumento di intelligenza artificiale (IA) generativa, soprattutto Microsoft Copilot, ChatGPT Plus e Gemini Advanced, cioè in buona parte piani personali; tra le piccole e medie imprese il 9% usa strumenti a pagamento e un altro 9% strumenti gratuiti (Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, febbraio 2026). Il 34% dei lavoratori italiani usa strumenti di AI non promossi dalla propria organizzazione (Osservatorio HR Innovation Practice, maggio 2026). Secondo Eurostat, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti usava almeno una tecnologia di IA, il doppio dell’anno prima; il 6,2% usava AI generativa di linguaggio (era il 3,7% nel 2024), una su venti tra quelle con 10-49 addetti; nella metallurgia e nei prodotti in metallo la quota è ferma poco sopra il 2%, mentre la media europea del settore è più che raddoppiata.

La risposta pubblica più chiara è quella del Ministero del Lavoro: le Linee guida sull’IA nel mondo del lavoro (dicembre 2025, non vincolanti) hanno un vademecum per le PMI sull’uso consapevole dell’AI generativa che dice di preferire le versioni professionali o aziendali, di disattivare negli account personali l’opzione che usa i dati per migliorare il modello, di non caricare contenuti riservati senza garanzie, di formare il personale e di darsi regole interne. La Commissione europea, alla domanda se un’azienda i cui dipendenti usano ChatGPT per scrivere testi o tradurre debba rispettare l’articolo 4 dell’AI Act, risponde di sì: vanno informati sui rischi specifici, per esempio le allucinazioni.

Vietare non funziona. Un divieto senza alternativa sposta l’uso sugli account personali e sul telefono, dove l’azienda non vede nulla: è la shadow AI. Le condizioni per dire di sì sono tre: account aziendali, regole d’uso scritte, una formazione breve. Il resto di questa guida spiega come.

Versione personale o aziendale: che cosa cambia davvero

Quattro cose: se i contenuti addestrano i modelli, chi amministra gli account, dove stanno i dati e che cosa dice il contratto. Il confronto qui sotto è a criteri uguali, senza prezzi: la cifra dipende dal numero di persone e dal piano, ed è materia di preventivo.

CriterioChatGPT (OpenAI)Microsoft CopilotClaude (Anthropic)Gemini (Google)
Versioni personaliFree, Go, Plus, ProCopilot con account Microsoft personaleFree, Pro, MaxApp Gemini
Versioni per l’aziendaBusiness (fino all’agosto 2025 «Team»), Enterprise, Edu; API a parteCopilot Chat con account di lavoro (incluso nelle licenze Microsoft 365 idonee); Microsoft 365 Copilot, licenza aggiuntivaTeam ed Enterprise («Claude for Work»); API; disponibile anche tramite Microsoft 365, Amazon Bedrock, Google Cloud e Microsoft FoundryGemini in Google Workspace («Gemini Enterprise – Business edition»)
Addestramento con la versione personaleSì, finché non si spegne «Migliora il modello per tutti»Sì: le FAQ sulla privacy di Copilot dicono che conversazioni, immagini e file caricati possono addestrare i modelli, salvo rifiuto in Impostazioni, PrivacyDal 28 agosto 2025 lo sceglie l’utente: 5 anni di conservazione se sì, 30 giorni se noSì, con «Salva l’attività» acceso, con revisori umani
Addestramento con la versione aziendaleNo per impostazione predefinitaNo: richieste, risposte e dati del tenant non addestrano i modelliNo: lo escludono le condizioni commercialiNo fuori dal dominio senza permesso
Dove stanno i dati per un cliente europeoResidenza in Europa per Enterprise, Edu e API idonei; Business non è tra i piani ammessiEU Data Boundary per i tenant europei, salvo ricerche sul web e modelli di AnthropicArchiviazione negli Stati Uniti; in Europa tramite Bedrock o Google CloudRegioni dei dati in alcune edizioni
ConservazioneChat cancellate eliminate entro 30 giorni; in Enterprise la decide l’amministratoreCon gli altri contenuti Microsoft 365, con i criteri di conservazione di PurviewTeam ed Enterprise: a tempo indeterminato, salvo un periodo personalizzato impostato in Enterprise (minimo 30 giorni); chat cancellate eliminate entro 30 giorni; API 30 giorni3, 18 o 36 mesi a scelta dell’amministratore, 18 per impostazione predefinita
Accesso aziendale, amministrazione, registriSSO in Business; SSO, SCIM e registri di conformità in EnterpriseAccount Microsoft Entra, ruolo di amministratore AI, registri di audit in PurviewSSO, SCIM, registro di audit e API di conformità in EnterpriseConsole di amministrazione di Workspace
Contratto sul trattamento dei dati e certificazioni dichiarateSì, su richiesta, per Business, Enterprise e API; SOC 2Sì: lo stesso DPA della posta e dei file in Microsoft 365; ISO 27001, ISO 42001Sì, incorporato nelle condizioni commerciali; ISO 27001, ISO 42001, SOC 2Sì, con le condizioni di Workspace; ISO 42001

Due parole sul linguaggio dei fornitori. Le pagine commerciali scrivono «i tuoi dati non vengono mai usati per addestrare i modelli»; le pagine legali scrivono «per impostazione predefinita». Vale la seconda: in ChatGPT, per esempio, un giudizio dato con il pollice su o giù fa usare l’intera conversazione anche quando l’addestramento è spento. Il contratto sul trattamento dei dati (DPA) è il documento che trasforma le promesse in impegni: esiste nei piani aziendali e non in quelli personali, ed è il primo da chiedere.

ChatGPT, Copilot, Claude e Gemini: due righe ciascuno

  • ChatGPT è l’assistente di OpenAI. Nelle versioni per le organizzazioni (Business, Enterprise, Edu) gli amministratori gestiscono utenti e accessi e abilitano i collegamenti ai dati aziendali: progetti, GPT personalizzati, app collegate (fino all’autunno 2026 «connettori») e il plugin «Company Knowledge», disponibile dall’ottobre 2025, che risponde sulle fonti collegate rispettando i permessi di ciascuno e con citazioni. Il piano Business si attiva da soli con almeno due postazioni e include l’accesso con identità aziendale; Enterprise si acquista con un contratto e aggiunge il controllo centralizzato degli utenti, dei modelli e degli strumenti e una piattaforma di registri per le verifiche di conformità.
  • Microsoft Copilot (fino all’autunno 2026 «Microsoft 365 Copilot») sono tre cose con lo stesso nome: Copilot con account personale, un prodotto per consumatori; Copilot Chat con l’account di lavoro, incluso nelle licenze Microsoft 365 idonee, che usa soprattutto i dati del web e i file allegati; Microsoft 365 Copilot, licenza aggiuntiva in due livelli, che nella versione completa lavora dentro Word, Excel, PowerPoint, Outlook e Teams con i dati del tenant letti tramite Microsoft Graph. Mostra solo i contenuti su cui la persona ha già almeno il permesso di lettura: il rischio è una condivisione interna troppo larga in SharePoint, non Copilot. Dentro Copilot possono lavorare anche modelli di Anthropic, come subfornitore di Microsoft: per i clienti europei sono disattivati per impostazione predefinita.
  • Claude è l’assistente di Anthropic. I piani Team ed Enterprise danno un’area di lavoro amministrata; Enterprise aggiunge accesso con identità aziendale, gestione automatica degli utenti, registro di audit, conservazione personalizzata e ruoli. Si usa anche dentro Microsoft 365 e tramite i cloud: Amazon Bedrock, Google Cloud e Microsoft Foundry. Per i clienti europei il punto da sapere è che i dati sono archiviati negli Stati Uniti: Claude in Europa si usa tramite Bedrock o Google Cloud.
  • Gemini è l’assistente di Google. Con l’account personale è l’app Gemini; con Google Workspace lavora dentro Gmail, Documenti e Fogli con i contenuti del dominio, che non vengono usati per addestrare i modelli fuori dal dominio senza permesso, e l’amministratore decide se e per quanto conservare le conversazioni.

Le versioni personali hanno un’altra differenza: le condizioni d’uso. Claude richiede diciotto anni; ChatGPT almeno tredici e, sotto i diciotto, l’autorizzazione dei genitori o del tutore. Le condizioni europee di ChatGPT chiariscono che l’utente possiede ciò che produce, ma che i risultati «possono non essere sempre accurati», e vietano di presentare come scritto da una persona un testo generato. Sono clausole che una regola d’uso aziendale deve ripetere.

Le impostazioni del primo giorno

Negli account personali, se per un periodo restano in uso:

  • ChatGPT: Impostazioni, Controlli dei dati (Data controls), «Migliora il modello per tutti» (Improve the model for everyone) spento, oppure «Non addestrare sui miei contenuti» (Do not train on my content) nel portale della privacy di OpenAI; le chat temporanee non addestrano i modelli ma restano fino a 30 giorni.
  • Claude: la scelta sull’addestramento, chiesta a tutti gli utenti dal 28 agosto 2025, si rivede in Impostazioni, Privacy (Privacy Settings); con la scelta negativa la conservazione resta di 30 giorni.
  • Gemini: «Salva l’attività» (Keep Activity; in alcune schermate «Conserva attività») spento, altrimenti una parte delle chat viene letta da revisori umani; con l’impostazione spenta le chat future restano 72 ore.
  • Copilot con account personale: le FAQ sulla privacy di Copilot dicono che conversazioni, immagini e file caricati possono addestrare i modelli, salvo rifiuto, e che gli account di lavoro sono esclusi, come Copilot usato dentro Word o Excel con un abbonamento Personal o Family. L’interruttore è in Impostazioni, Privacy: la pagina italiana di Microsoft lo chiama «Formazione sulle attività di conversazione», ma lo descrive per la versione dell’app precedente all’agosto 2026; per la versione nuova le pagine ufficiali non lo documentano ancora, quindi va cercato lì e, se manca, chiesto a Microsoft. Resta comunque un prodotto diverso da quello aziendale e fuori dal contratto: per lavoro si usa l’account di lavoro.

Nei piani aziendali, il giorno dell’attivazione:

  1. Accesso con l’identità aziendale (single sign-on): in Microsoft 365 è l’account di lavoro già esistente; ChatGPT Business lo include; Claude Enterprise lo aggiunge con la creazione automatica degli utenti. Così gli accessi si tolgono da un solo posto quando una persona lascia l’azienda.
  2. Chi amministra. Un nome, con un ruolo a privilegio minimo: in Microsoft 365 esiste il ruolo di amministratore dell’AI, distinto dall’amministratore globale.
  3. La conservazione. Quanto restano conversazioni e file: in Microsoft 365 con i criteri di Purview, in Workspace con la scelta dell’amministratore, in Claude Enterprise con la conservazione personalizzata, in ChatGPT Enterprise con le impostazioni dell’area di lavoro.
  4. I registri. Ogni interazione con Copilot genera un record di audit in Purview; ChatGPT Enterprise ha una piattaforma di registri per le verifiche; Claude Enterprise un registro di audit e un’API di conformità. Servono quando qualcosa va storto, e per dimostrare che le regole funzionano.
  5. Connettori e agenti. Quali fonti interne l’assistente può leggere e quali agenti possono agire: li autorizza l’amministratore, uno per uno, non le persone.
  6. La residenza dei dati, se conta: Enterprise o API per OpenAI, tenant europeo per Microsoft, Bedrock o Google Cloud per Claude, edizione con regioni per Workspace.

Che cosa non si incolla mai

Il vademecum del Ministero del Lavoro elenca gli usi rischiosi «in assenza di adeguate garanzie tecniche e contrattuali»: contratti e fatture; curriculum e dati dei dipendenti, stipendi, valutazioni, note disciplinari; listini, preventivi, strategie commerciali, analisi dei margini e piani di vendita, gare e trattative; documenti tecnici, schemi progettuali, codice, prototipi, bozze di brevetti; materiali coperti da accordi di riservatezza; decisioni automatizzate senza supervisione; contenuti a valore legale. In un’azienda manifatturiera sono le cose di tutti i giorni: l’offerta con i margini, il disegno ricevuto dal cliente, il certificato di collaudo, il listino con i premi sul metallo, la distinta base.

Le ragioni sono due, oltre al buon senso.

  • Il segreto commerciale. Il Codice della proprietà industriale tutela le informazioni aziendali segrete, con valore economico e sottoposte a «misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete» (articolo 98). Incollare un listino o un disegno in un account personale che può usarli per l’addestramento rischia di far mancare proprio quel requisito. Regole scritte, versione aziendale e formazione sono anche le misure che conservano la tutela.
  • I dati personali. Con i piani aziendali il fornitore tratta i dati per conto dell’azienda, in base al contratto sul trattamento; con gli account personali li tratta anche per fini propri, come l’addestramento o la pubblicità. I dati personali di clienti e dipendenti, quindi, non entrano in un account personale, e in uno aziendale entrano solo se servono, con l’informativa aggiornata.

Un buon elenco di controllo è quello delle domande che il Garante ha posto a DeepSeek nel gennaio 2025 prima di bloccarlo: quali dati raccoglie, da quali fonti, per quali finalità, con quale base giuridica, dove sono i server, che cosa usa per l’addestramento. Sono le stesse da fare a qualunque strumento, prima di attivarlo. Chi deve lavorare su un documento delicato toglie nomi, importi e riferimenti prima di incollarlo: di solito la domanda si può fare lo stesso.

Gli obblighi che valgono anche con uno strumento pronto

  • Chi li usa è deployer. Nel linguaggio dell’AI Act l’azienda che mette ChatGPT, Copilot o Claude a disposizione dei collaboratori è il deployer, in italiano l’utilizzatore; il fornitore è OpenAI, Microsoft, Anthropic o Google. Il singolo che usa un assistente a casa per sé no.
  • Alfabetizzazione (articolo 4). Fornitori e deployer «adottano misure volte a sostenere» l’alfabetizzazione del personale, tenendo conto delle conoscenze, dell’esperienza e del contesto d’uso; non è richiesto un livello, un corso o un attestato. La Commissione precisa che vale anche per chi usa ChatGPT per testi e traduzioni. Che cosa fare in pratica è nella guida Formazione AI obbligatoria: cosa chiede l’AI Act.
  • Trasparenza (articolo 50), dal 2 agosto 2026. Un chatbot verso i clienti deve far capire che si parla con una macchina; chi genera o manipola immagini, audio o video realistici (deep fake) lo dice; chi pubblica testi generati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico lo dichiara, salvo revisione umana con responsabilità editoriale. Per come è scritto l’articolo, una newsletter o un’offerta scritte con un assistente e riviste da una persona non rientrano nell’obbligo. La marcatura automatica dei contenuti generati spetta ai fornitori, che per i sistemi già sul mercato devono adeguarsi entro il 2 dicembre 2026; Anthropic, per esempio, dichiara di marcare i testi con una filigrana invisibile e i file con le credenziali di contenuto C2PA.
  • Alto rischio. Gli obblighi del deployer di sistemi ad alto rischio (articolo 26) non riguardano un assistente usato per scrivere e riassumere; scattano, dal 2 dicembre 2027, se lo strumento viene usato per esempio per selezionare o valutare i lavoratori; e chi adatta a quello scopo un assistente generico si assume anche gli obblighi del fornitore (articolo 25). I livelli di rischio sono nel glossario.
  • Informativa ai lavoratori. La legge 132/2025 (articolo 11) rimanda all’articolo 1-bis del decreto legislativo 152/1997, che riguarda i sistemi decisionali o di monitoraggio «integralmente automatizzati»: non un assistente di scrittura. Dal 23 ottobre 2026 il decreto legislativo 179/2026 aggiunge che le decisioni finali su assunzione, modifica o cessazione del rapporto, i provvedimenti disciplinari e le valutazioni non possono essere prese solo da un sistema automatizzato, pena la nullità, e che i sistemi di AI che incidono su organizzazione, ritmi o sicurezza del lavoro entrano nella valutazione dei rischi, con informazione e formazione sui rischi specifici.
  • Chi controlla in Italia. In Italia l’autorità di vigilanza sui sistemi di AI è l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, designata dalla legge 132/2025; dal 23 ottobre 2026 il decreto legislativo 179/2026 le dà poteri e multe: le multe seguono quelle dell’AI Act, con il valore più basso per le PMI; per l’alfabetizzazione non è prevista una multa, per la trasparenza sì; per le violazioni lievi l’autorità può limitarsi a ordinare di rimediare entro un termine.
  • Il Garante e i fornitori. Nel marzo 2023 il Garante ha bloccato temporaneamente ChatGPT; nel dicembre 2024 ha adottato un provvedimento correttivo e sanzionatorio verso OpenAI; nel marzo 2026 il Tribunale di Roma ha accolto l’opposizione di OpenAI e l’Autorità ha rimosso temporaneamente il provvedimento dal proprio sito; nel gennaio 2025 ha bloccato DeepSeek; nell’aprile 2025 ha ricordato che il diritto di opporsi all’uso dei propri dati per l’addestramento si può esercitare anche verso altri fornitori, come OpenAI, DeepSeek e Google. Per un’azienda la lezione è una: le domande dell’Autorità sui dati sono le stesse da fare prima di scegliere uno strumento.

Le regole minime in una pagina

Le otto domande che il vademecum del Ministero del Lavoro suggerisce di farsi prima di caricare qualsiasi contenuto, trasformate in regole. Come scrivere il documento intero, con un esempio, è nella guida Policy AI aziendale: regole d’uso ed esempio.

Regole per l’uso di ChatGPT, Copilot, Claude e Gemini

1. Solo account aziendali. Per lavoro si usano gli strumenti in elenco, con l’account di lavoro: [nome dello strumento, piano]. Gli account personali non si usano per attività di lavoro.

2. Addestramento spento. Dove esiste un’impostazione sull’uso dei dati per migliorare il modello, è spenta; nei piani aziendali è così per contratto.

3. Dati personali, riservati o strategici. Non entrano in nessuno strumento: dati di clienti e dipendenti, prezzi d’acquisto e listini, preventivi e margini, contratti, disegni e documenti tecnici, codice, materiali sotto riservatezza, credenziali di accesso. Se serve lavorarci, prima si tolgono nomi, importi e riferimenti.

4. Dove vanno i dati. Per ogni strumento in elenco è scritto dove sono trattati i dati e per quanto sono conservati, dal contratto, non dalla pubblicità.

5. Risultati verificati. Ciò che produce l’AI è una bozza: numeri, nomi, date, citazioni e riferimenti a norme li controlla chi la usa, e ne risponde come di ogni altro suo lavoro.

6. Errori e invenzioni. I modelli possono inventare risposte plausibili: per questioni tecniche, legali, fiscali o di sicurezza il risultato lo rilegge una persona competente.

7. Trasparenza. Chi riceve un contenuto generato, dentro e fuori l’azienda, lo sa quando conta; un chatbot verso i clienti si dichiara tale.

8. Obblighi di settore. L’uso è coerente con le norme del settore, con gli accordi di riservatezza firmati con i clienti e con le regole sui dati personali; per i dubbi si chiede a [nome].

Chi inserisce per errore un dato riservato lo segnala subito a [nome]. Approvate dalla direzione il [data]. Versione 1.

Tre cose dicono se le regole funzionano: un registro interno delle attività svolte con l’AI, che il vademecum consiglia; i registri di audit degli strumenti aziendali, da usare per la sicurezza e per ricostruire un errore, non per sorvegliare le persone, perché valgono le regole sui controlli a distanza (articolo 4 dello Statuto dei lavoratori: prima si sente il consulente del lavoro); una revisione umana degli output, scelta a campione, ogni tanto.

Quando uno strumento pronto non basta

Un assistente generico risponde con ciò che sa e con ciò che gli viene incollato. Quando servono risposte sui documenti dell’azienda, con la fonte citata, il passo successivo è un assistente sul know-how aziendale costruito sui propri archivi; quando serve che l’AI faccia qualcosa nel gestionale, sono gli agenti AI, con regole scritte e conferme; quando i dati non possono uscire dall’azienda, la scelta tra cloud e locale va fatta prima. Nei primi due casi i modelli di OpenAI, Anthropic, Google o Microsoft restano in uso, attraverso le API e con un contratto aziendale; nel terzo si passa a modelli a pesi aperti installati in azienda. In tutti cambia chi tiene il controllo dei dati e delle azioni.

Come lavoriamo noi

Nelle aziende che seguiamo partiamo dagli strumenti che le persone usano già: li mettiamo in elenco con un account aziendale, scriviamo le regole d’uso con chi guida l’azienda e facciamo l’incontro di formazione, che vale anche come misura per l’alfabetizzazione dell’AI Act. Le stesse regole le applichiamo ai sistemi che costruiamo, per noi e per i clienti. Quando lo strumento pronto non basta, il passo dopo è nella pagina della consulenza AI per aziende.

Fonti

  1. OpenAI Help Center, How your data is used to improve model performance
  2. OpenAI Help Center, ChatGPT Business overview
  3. OpenAI Help Center, What is ChatGPT Enterprise?
  4. OpenAI Help Center, Data residency and inference residency for ChatGPT
  5. OpenAI, Privacy aziendale in OpenAI
  6. OpenAI, Condizioni d'uso per l'Europa
  7. Microsoft Learn, Data, Privacy, and Security for Microsoft Copilot
  8. Microsoft Learn, Enterprise data protection in Microsoft Copilot and Microsoft Copilot Chat
  9. Microsoft Learn, Microsoft 365 Copilot overview
  10. Microsoft Learn, What is the EU Data Boundary?
  11. Microsoft Learn, Connect to AI subprocessor models (Anthropic) in Microsoft Copilot
  12. Microsoft Learn, Audit logs for Copilot and AI applications (Microsoft Purview)
  13. Microsoft, Informativa sulla privacy, sezione Microsoft Copilot
  14. Anthropic, Updates to Consumer Terms and Privacy Policy (28 agosto 2025)
  15. Anthropic, Consumer Terms of Service (in vigore dall'8 ottobre 2025)
  16. Anthropic, Commercial Terms of Service (in vigore dal 17 giugno 2025)
  17. Anthropic Privacy Center, Is my data used for model training?
  18. Anthropic Privacy Center, Where are your servers located?
  19. Anthropic, Claude in Microsoft Foundry
  20. Google, Gemini Apps Privacy Hub
  21. Google Workspace, Generative AI in Google Workspace Privacy Hub (aggiornato al 6 ottobre 2026)
  22. Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), articolo 4: alfabetizzazione in materia di IA, testo consolidato al 27 luglio 2026 (AI Act Service Desk)
  23. AI Act, articolo 50: obblighi di trasparenza per fornitori e deployer di determinati sistemi di IA
  24. AI Act, articolo 3: definizioni di fornitore, deployer e alfabetizzazione
  25. AI Act, articolo 111: termine del 2 dicembre 2026 per la marcatura dei contenuti dei sistemi già sul mercato
  26. Commissione europea, domande e risposte sull'alfabetizzazione in materia di AI (aggiornate al 27 luglio 2026)
  27. Legge 23 settembre 2025, n. 132, articolo 11 (Normattiva)
  28. Decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, articolo 1-bis (Normattiva)
  29. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, decreto ministeriale n. 180 del 17 dicembre 2025: Linee guida per l'implementazione dell'IA nel mondo del lavoro, appendice 2, vademecum per le PMI
  30. Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, poteri delle Autorità nazionali per l'intelligenza artificiale e sanzioni (Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2026)
  31. Codice della proprietà industriale (d.lgs. 30/2005), articolo 98: segreti commerciali (Normattiva)
  32. Garante per la protezione dei dati personali, comunicato del 31 marzo 2023 sulla limitazione provvisoria di ChatGPT
  33. Garante per la protezione dei dati personali, comunicato del 20 dicembre 2024 su OpenAI, con la nota sulla sentenza del Tribunale di Roma n. 4153/2026
  34. Garante per la protezione dei dati personali, comunicato del 30 gennaio 2025 su DeepSeek
  35. Garante per la protezione dei dati personali, comunicato del 29 aprile 2025 sul diritto di opposizione all'addestramento
  36. ISTAT, Imprese e ICT, anno 2025, report del 15 dicembre 2025 (PDF)
  37. Eurostat, Artificial intelligence by size class of enterprise (isoc_eb_ai), aggiornamento del 15 giugno 2026
  38. Osservatorio Artificial Intelligence, Politecnico di Milano, comunicato di febbraio 2026
  39. Osservatorio HR Innovation Practice, Politecnico di Milano, comunicato del 12 maggio 2026
  40. Microsoft, Privacy FAQ for Microsoft Copilot (account personale e addestramento, aggiornata al 31 agosto 2026)
  41. Microsoft, Microsoft Copilot privacy controls (impostazioni sull'addestramento, aggiornata al 18 agosto 2026)
  42. Anthropic Help Center, What certifications has Anthropic obtained? (16 marzo 2026)
  43. Anthropic Help Center, How Claude marks AI-generated content (8 ottobre 2026)
  44. Anthropic Help Center, Configure custom data retention controls for Enterprise plans (7 ottobre 2026)
  45. Anthropic Privacy Center, How long do you store my organization's data?
  46. OpenAI, Contratto per i servizi (in vigore dal 1° gennaio 2026): proprietà di input e output, riservatezza
  47. Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori), articolo 4 (Normattiva)
  48. Garante per la protezione dei dati personali, comunicato del 28 aprile 2023 sulla riapertura di ChatGPT
  49. OpenAI, Sfrutta al meglio la conoscenza aziendale con ChatGPT (23 ottobre 2025)
  50. OpenAI Help Center, Setting up single sign-on (SSO) for ChatGPT Business
  51. Eurostat, Artificial intelligence by economic activity (isoc_eb_ain2): manifattura e metalli
  52. OpenAI Help Center, Company knowledge in ChatGPT (plugin per Business, Enterprise ed Edu, aggiornato a ottobre 2026)

Verificate il 12 ottobre 2026. Norme e scadenze cambiano: prima di decidere controlla sempre la fonte ufficiale.

Domande frequenti

Le risposte in breve

ChatGPT usa i testi che incollo per addestrarsi?

Nella versione personale sì, finché non si spegne «Migliora il modello per tutti» (Improve the model for everyone) in Impostazioni, Controlli dei dati (Data controls), oppure si sceglie «Non addestrare sui miei contenuti» (Do not train on my content) nel portale della privacy di OpenAI; un giudizio con il pollice su o giù fa usare comunque l'intera conversazione. Nelle versioni Business, Enterprise, Edu e nelle API, per impostazione predefinita, no.

Posso incollare un'offerta o un disegno del cliente in ChatGPT?

In un account personale no: listini, preventivi, analisi dei margini, disegni e documenti tecnici, contratti e materiali coperti da riservatezza sono proprio i contenuti che il vademecum del Ministero del Lavoro indica come rischiosi senza garanzie tecniche e contrattuali, e incollarli in uno strumento che può usarli per l'addestramento può far perdere al segreto commerciale la tutela di legge. In un account aziendale con contratto sul trattamento dei dati si può solo se le regole d'uso lo prevedono per quel tipo di documento e se l'accordo di riservatezza con il cliente non lo vieta, e comunque dopo aver tolto nomi, importi e riferimenti che non servono alla domanda.

Copilot vede tutti i documenti dell'azienda?

No. Con l'account di lavoro Microsoft Copilot mostra solo i contenuti su cui l'utente ha già almeno il permesso di lettura in Microsoft 365: il rischio vero è una condivisione interna troppo larga, non Copilot. Richieste, risposte e dati letti tramite Microsoft Graph non addestrano i modelli; per i tenant europei il trattamento resta nell'EU Data Boundary, salvo le ricerche sul web e i modelli di Anthropic, disattivati per impostazione predefinita per i clienti europei.

Che differenza c'è tra Copilot gratuito, Copilot Chat e Microsoft 365 Copilot?

Sono tre cose con lo stesso nome. Copilot con un account Microsoft personale è un prodotto per consumatori, regolato dall'informativa sulla privacy di Microsoft: conversazioni e file caricati possono essere usati per addestrare i modelli, salvo rifiuto nelle impostazioni. Copilot Chat con l'account di lavoro è incluso nelle licenze Microsoft 365 idonee, usa soprattutto i dati del web e i file che gli vengono allegati, ed è coperto dalla protezione dei dati aziendali. Microsoft 365 Copilot, che dall'autunno 2026 si chiama Microsoft Copilot, è una licenza aggiuntiva che lavora dentro Word, Excel, Outlook e Teams con i dati del tenant. Solo gli ultimi due sono coperti dal contratto sul trattamento dei dati.

Devo formare i dipendenti se usano solo ChatGPT?

Sì. L'articolo 4 dell'AI Act, riscritto dal regolamento (UE) 2026/1744, chiede a fornitori e deployer di adottare misure volte a sostenere l'alfabetizzazione del personale, senza prescrivere un livello, un corso o un attestato. La Commissione europea risponde proprio sul caso di un'azienda i cui dipendenti usano ChatGPT per scrivere testi o tradurre: vanno informati sui rischi specifici, per esempio le allucinazioni. In Italia il decreto legislativo 179/2026 non prevede una multa per questo obbligo.

Devo informare i lavoratori che usano l'AI?

L'informativa prevista dalla legge 132/2025 (articolo 11) riguarda i sistemi decisionali o di monitoraggio integralmente automatizzati che incidono sul rapporto di lavoro, non un assistente di scrittura. Dal 23 ottobre 2026 il decreto legislativo 179/2026 aggiunge che le decisioni finali su assunzione, modifica o cessazione del rapporto, provvedimenti disciplinari e valutazioni non possono essere prese solo da un sistema automatizzato. Resta opportuna, e le linee guida del Ministero del Lavoro la raccomandano, una comunicazione interna con le regole d'uso.

I dati finiscono in Europa o negli Stati Uniti?

Dipende dal fornitore e dal piano. Microsoft tiene i tenant europei nell'EU Data Boundary, con l'eccezione delle ricerche sul web e dei modelli di Anthropic. OpenAI offre la residenza dei dati in Europa per ChatGPT Enterprise, Edu e per l'API; Business non è tra i piani ammessi. Anthropic archivia i dati negli Stati Uniti: Claude in Europa si usa tramite Amazon Bedrock o Google Cloud. Google ha le regioni dei dati solo in alcune edizioni di Workspace. La domanda va fatta prima di firmare, insieme a quella sulla conservazione.

Il Garante ha vietato ChatGPT?

No: oggi non c'è nessun divieto e valgono le regole del GDPR. Nel marzo 2023 il Garante ha bloccato temporaneamente ChatGPT in Italia; il servizio è ripartito alla fine di aprile 2023. Nel dicembre 2024 ha adottato un provvedimento correttivo e sanzionatorio verso OpenAI; nel marzo 2026 il Tribunale di Roma ha accolto l'opposizione di OpenAI e l'Autorità ha rimosso temporaneamente il provvedimento dal proprio sito. Nel gennaio 2025 ha bloccato DeepSeek, e nell'aprile 2025 ha ricordato che il diritto di opporsi all'uso dei propri dati per l'addestramento si può esercitare anche verso altri fornitori, come OpenAI, DeepSeek e Google.

Che cos'è la shadow AI e come si gestisce?

È l'uso di strumenti di intelligenza artificiale non approvati dall'azienda, di solito con account personali: un terzo dei lavoratori italiani dichiara di farlo. Si gestisce con tre cose: uno o due strumenti aziendali che funzionano davvero, regole d'uso scritte e un incontro di formazione. Un divieto senza alternativa sposta l'uso dove non si vede.

Hai un processo che vorresti far lavorare meglio?

Raccontacelo in una prima chiacchierata senza impegno: capiamo insieme se e dove l'AI porta un vantaggio misurabile, e da quale passo conviene partire.